Nel parlare del Son dobbiamo mensionare altri ritmi caraibici come:
la Plena di Puertorico, il Tamborito de Panama, il Porro de Colombia, il Sucu-Sucu
dell'Isla de la Juventud (Cuba) e il Merengue di Santo Domingo.
Tutti questi ritmi con radici ispanico-africane forniscono la materia prima
che permise lo sviluppo del son e viceversa.
Documenti storici testimoniano che nasce nelle province più orientali
dell'isola di Cuba intorno alla metà del XVIII secolo. Con il trascorrere del
tempo subisce molte mutazioni dovute agli scambi mercantili, alle successive
migrazioni interregionali e ad altri fattori che determinarono lo sviluppo e
l'evoluzione della sua sonorità, dando luogo a differenti stili quali el
punto guajiro, el punto matancero (matanzas) e il montuno o rural fra i più
antichi. Il fatto più curioso è che il modo di ballare è 1 y 2 come nel
merengue solo che il corpo si muove lateralmente come un cachumbambe.
Nella prima metà del XX secolo il Son Montuno giunge fino all'Havana ma
viene respinto dai grandi saloni dell'aristocrazia perché considerato mondano e senza classe, mentre viene accolto con molto interesse dal popolo
come alternativa musicale. Il suo modo di essere ballato viene influenzato
dal Danzon, rimanendo però più movimentato: è questa una nuova tappa del
Son, la nascita dello stile "urbano o tradizionale" dalla sonorità più
ricca, allegra e coinvolgente, forte a tal punto che gli vengono spalancate
tutte le porte delle sale da ballo dell'Havana.
In questo periodo compaiono
le formazioni del Sexteto e il Septeto. Molti importanti esponenti della
musica cubana nascono con questi ritmi come il grande Beny More e la regina
Celia Cruz.
Nella seconda metà dello stesso secolo nasce il Son Moderno:
una fusione di
stili e caratteri musicali creati da gruppi formati da moltissimi componenti
(almeno 7), sempre cercando di non abbandonare le radici del Son. Alcuni
esempi sono il gruppo di Adalberto Alvarez e i Los Van Van; molti altri
potrebbero comporre un'infinita lista. |